Marchi, Brevetti, Design e Diritto d’Autore come fonte di guadagno

1. La cessione dei diritti patrimoniali

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Una parte importante del successo dell'attività di una azienda dipende dal saper valutare in ogni momento il valore dei beni intellettuali che possiede. I brevetti, i marchi, i disegni industriali e i beni intellettuali in genere, sono fattori oramai irrinunciabili per la vita e la crescita delle aziende e svolgono un ruolo primario nel potenziare i fattori competitivi legati alla qualità e all'innovazione, oltre che ad accrescere la relativa capacità di scambio economico, commerciale e finanziario.

Una parte importante del successo dell'attività di una azienda dipende dal saper valutare in ogni momento il valore dei beni intellettuali che possiede.

I brevetti, i marchi, i disegni industriali e i beni intellettuali in genere, sono fattori oramai irrinunciabili per la vita e la crescita delle aziende e svolgono un ruolo primario nel potenziare i fattori competitivi legati alla qualità e all'innovazione, oltre che ad accrescere la relativa capacità di scambio economico, commerciale e finanziario.
I beni intangibili, pertanto, possono essere oggetto di cessione e/o di licenza.

  • con la cessione del brevetto il cedente si priva della titolarità del brevetto a favore del cessionario, dietro pagamento di un corrispettivo in denaro (a meno che si tratti di cessione a titolo gratuito), liberandosi, allo stesso tempo, dell'onere del mantenimento in vita e di tutela dello stesso bene
  • con il contratto di licenza di brevetto, invece, il licenziante si limita a concedere al licenziatario il solo diritto, più o meno ampio, di sfruttamento economico temporaneo del brevetto, conservandone la titolarità. Il licenziante resta titolare del diritto, riceve un corrispettivo per la licenza (a meno che non si tratti di licenza a titolo gratuito), può anche sfruttarlo in concomitanza con il licenziatario, e continua a provvedere al mantenimento e alla protezione.

Il contesto economico in continua trasformazione e le sfide tra potenze economiche consolidate e in via di espansione, fa emergere la funzione centrale ed essenziale della proprietà industriale nella creazione di valore economico. In questo nuovo scenario economico in costante evoluzione, i diritti di proprietà industriale sono strumenti di lavoro indispensabili per le imprese che vogliono competere a livello internazionale.

 

Il legislatore ha dedicato specifiche norme, contenute nel Codice della Proprietà industriale che stabiliscono la possibilità di alienare e trasmettere i diritti nascenti dalle invenzioni industriali, ad eccezione del diritto ad essere riconosciuto autore.

Il diritto al brevetto per invenzione industriale spetta all'autore dell'invenzione e ai suoi aventi causa (art. 63 CPI).
La norma in esame implica la possibilità di trasferire il diritto di brevetto e i diritti derivanti dal deposito di una domanda di brevetto non ancora concesso.

È intrasmissibile il diritto morale ad essere riconosciuto autore dell'invenzione. Per trasferimento del diritto di brevetto si intende sia la cessione sia la concessione in licenza del titolo.

La cessione dell'invenzione industriale può avvenire con qualsiasi titolo idoneo a trasferire i diritti patrimoniali, ossia a titolo oneroso o gratuito, per atto tra vivi o a causa di morte. Inoltre il brevetto può essere oggetto di conferimento in società. In particolare, la cessione di brevetto avviene generalmente a titolo di vendita ed è regolata dalle corrispondenti norme del diritto civile.

Per approfondimenti, consultare Diritti patrimoniali - Marchi e opere dell'ingegno

Aspetti giuridici riguardanti la cessione di diritti patrimoniali

A cosa porre attenzione nella stipulazione di un contratto di licenza d’uso

Il Codice della Proprietà Industriale prevede la libera circolazione dei diritti immateriali, con particolari limitazioni a seconda del tipo di diritto (brevetto, marchio, ecc.). I contratti che consentono il trasferimento dei diritti di proprietà industriali sono riconducibili a due tipologie: i contratti di cessione e i contratti di licenza.

Con la cessione il titolare del diritto (il cedente) si spoglia in tutto o in parte del diritto a favore di un altro soggetto (il cessionario).
Il contratto di cessione è disciplinato dai principi generali del Codice Civile. Alcuni elementi caratterizzano il contratto di cessione:

 Oggetto del contratto. È necessario individuare con esattezza il diritto immateriale oggetto di cessione al fine di evitare incertezze in merito all'estensione dello stesso diritto.
 Limiti territoriali. Con riferimento alla cessione di taluni diritti immateriali è necessario indicare il luogo di efficacia della cessione del diritto.
 Il corrispettivo. Il corrispettivo ha una funzione centrale nel contratto di cessione ed è un elemento di estrema complessità, dato che dipende da diversi fattori di non facile definizione, quali l'importanza e l'ampiezza della privativa concessa.

I contratti di cessione sono atti a forma libera, ossia non è necessario che sia utilizzata una forma specifica, quale, ad esempio, la forma scritta. Di fatto, però, l'adozione della forma scritta è imposta dall'esigenza della trascrizione della cessione ai sensi dell'art. 138 Codice della proprietà industriale al fine di renderla opponibile ai terzi.

Modalità di calcolo del valore del contratto di cessione dei diritti patrimoniali

Come faccio a calcolare il valore effettivo del contratto?

Il valore economico di un bene di proprietà intellettuale dipende dalla possibilità che un'impresa ha di sfruttare l'idea e conseguirne, quindi, dei benefici economici futuri.

In primo luogo qualsiasi determinazione del valore economico dipende dal momento in cui questa è effettuata; inoltre, essa dipende dal soggetto o dalla parte che la effettua in quanto possono essere diversi i benefici economici attesi dalle parti.

Inoltre, qualsiasi stima del valore dipende dal contesto in cui essa è effettuata, infatti, i benefici economici futuri saranno diversi a seconda che il bene di proprietà intellettuale sia posseduto da una azienda sana economicamente oppure sia una azienda in liquidazione.

Qualsiasi stima del valore economico si riferisce al futuro, e quindi dipende necessariamente da una molteplicità di ipotesi e previsioni.

Per queste ragioni non esiste un'unica metodologia di stima astrattamente preferibile alle altre: vi sono tre metodologie che vengono applicate e che sono divenute degli standard di riferimento internazionale.

Cost approach

Definizione, esemplificazione, vantaggi e svantaggi di questo metodo

Il Cost Approach è il metodo di stima delle risorse monetarie che si dovrebbero impiegare per riprodurre o sostituire quel bene con uno del tutto analogo in termini di caratteristiche, potenzialità e idoneità ad offrire il medesimo servizio, nelle condizioni di obsolescenza dello stesso.

In particolare, il metodo del costo di produzione permette di determinare il valore, ad esempio del brevetto, attraverso l'analisi dei costi necessari per produrre lo stesso bene.

Invece, il metodo del costo di sostituzione permette di determinare il valore del brevetto attraverso l'analisi dei costi necessari per sviluppare un bene che consenta di offrire un medesimo servizio rispetto a quello considerato.

Tali metodi si basano su dati oggettivi e possono essere utilizzati per stimare il valore minimo richiesto per una transazione. Dall'altro, tale criterio può portare ad una sottostima o sovrastima del bene, essendo basato su dati storici senza nessuna valutazione del potenziale economico e finanziario del brevetto.

Income approach

Definizione, esemplificazione, vantaggi e svantaggi di questo metodo

L'Income Approach, a differenza del Cost Approach, ha ad oggetto le potenzialità del bene alla produzione di fatturato, ossia tutti i benefici economici attesi che derivano dal suo possesso.

In particolare tale metodo si basa sulla valutazione attuale del beneficio economico netto nell'arco di vita del bene.

Tale metodo consente di valutare il valore del diritto in considerazione anche del differente sfruttamento economico nel tempo.

Tuttavia, tale criterio non prende in considerazione l'incertezza legata all'andamento dei mercati ed allo sviluppo della tecnologia, nonché la difficoltà di previsione di variabili rilevanti, come i rischi di cessazione del reddito.

Market approach

Definizione, esemplificazione, vantaggi e svantaggi di questo metodo

Il Market Approach si fonda sul valore ottenuto per transazioni e/o cessioni di beni simili o assimilabili al bene oggetto di stima. In altre parole, tale metodo implica che il valore del bene dipenda dal prezzo che il mercato è disposto a pagare per il suo utilizzo.

Il metodo appena descritto è particolarmente flessibile ed è applicabile a diverse tipologie di beni immateriali. Inoltre, è un metodo di facile applicazione.

Tuttavia, tale metodo si fonda su dati di difficile diffusione, quali ad esempio dati inerenti a corrispettivi incassati per transazioni commerciali, e, in ragione di ciò, potrebbe risultare di difficile applicazione in caso di unicità del bene immateriale, per tipo di settore, quota di mercato, profitti conseguiti, grado di sviluppo della tecnologia impiegata, protezione legale, ecc..