1. I requisiti per registrare un disegno o un modello

Il Design

Come tutelare la forma di un prodotto o un particolare ornamento
La forma di un prodotto è tutelabile tramite diversi istituti giuridici: la normativa specifica sul design registrato e sul design non registrato, la normativa sui marchi tridimensionali, la normativa sulla concorrenza sleale, la normativa sui modelli di utilità e, infine, tramite la normativa sul diritto d'autore.

La forma di un prodotto è tutelabile tramite diversi istituti giuridici: la normativa specifica sul design registrato e sul design non registrato, la normativa sui marchi tridimensionali, la normativa sulla concorrenza sleale, la normativa sui modelli di utilità e, infine, tramite la normativa sul diritto d'autore.

Il termine design letteralmente significa progettazione, ma nello specifico ambito della proprietà intellettuale viene usato come termine sostitutivo dell'espressione "disegno o modello" presente nella normativa comunitaria ed in quella italiana.

L'istituto giuridico del disegno o modello tutela "l'aspetto dell'intero prodotto o di una sua parte quale risulta in particolare dalle caratteristiche delle linee, dei contorni, dei colori, della forma, della struttura superficiale e/o dei materiali del prodotto stesso e/o del suo ornamento" (art. 31, D.lg. 30/2005).

La nozione non fa riferimento né a criteri estetici, né a criteri funzionali, ma si applica a quelle forme, bi e tridimensionali, le cui caratteristiche esterne, connesse all'aspetto di un prodotto, sono tali da contribuire all'affermazione commerciale del prodotto.

La tutela riguarda dunque non solo il pregio estetico, finalizzato a se stesso, ma anche il valore di mercato che la forma è in grado di capitalizzare nel mercato. La tutela della forma di un prodotto è estremamente importante, essendo il primo elemento di contatto con il pubblico. La forma costituisce un mezzo in grado, per la sua immediatezza, di agevolare tale contatto.

Il quadro normativo che tutela il design è molto complesso.
Nel 1998 è stata emanata una Direttiva comunitaria per l’armonizzazione delle leggi nazionali sui disegni o modelli (Direttiva 98/71/CE), mentre nel 2002 è stato emanato il Regolamento sui disegni comunitari (n. 6/2002)

L’Italia, con il Decreto Legislativo n. 95 del 2001, ha implementato il testo della Direttiva 98/71/CE, inserendolo con opportune integrazioni all’interno della legislazione nazionale. Attualmente la nuova normativa italiana coincide con quella che disciplina il design comunitario ed è regolata dal Codice della Proprietà Industriale.

I requisiti normativi necessari per registrare un disegno o un modello sono:
la novità (art. 32 D.lg. 30/2005) e il carattere individuale (art. 33 D.lg. 30/2005).

La domanda di registrazione può avere per oggetto anche più disegni e/o modelli, purché questi appartengano alla stessa “classe” della Classificazione di Locarno.

Il periodo di protezione del disegno o modello ha una durata di 5 anni dalla data di presentazione della domanda, rinnovabili per più periodi fino ad un massimo di 25 anni.

 

La novità

"Un disegno o modello è nuovo se nessun disegno o modello identico è stato divulgato anteriormente alla data di presentazione della domanda di registrazione, ovvero, qualora si rivendichi la priorità, anteriormente alla data di quest'ultima…" (art. 32 D.lg. 30/2005).

Vengono definiti nuovi quei disegni o modelli che non siano stati divulgati anteriormente alla data di presentazione della domanda di registrazione. La verifica della novità avviene tramite il confronto di non identità tra disegni o modelli che potrebbero sembrare identici. Due disegni o modelli si definiscono identici quando le loro caratteristiche differiscono solo per dettagli irrilevanti.

Il concetto di novità non deve essere inteso in senso assoluto. Infatti il legislatore, allo scopo di tutelare i designer che abbiano predivulgato, ha predisposto un periodo di grazia di 12 mesi dalla prima divulgazione in cui è possibile decidere se registrare validamente il disegno o modello già reso accessibile al pubblico (art. 34, comma 3, D.lg. 30/2005).

Il carattere individuale

"Un disegno o modello ha carattere individuale se l'impressione generale che suscita nell'utilizzatore informato differisce dall'impressione generale suscitata in tale utilizzatore da qualsiasi disegno o modello che sia stato divulgato prima della data di presentazione della domanda di registrazione o, qualora si rivendichi la priorità, prima della data di quest'ultima" (art. 33 D.lg. 30/2005).

Il requisito del carattere individuale consiste nella capacità della forma di imporsi all'attenzione del consumatore informato. Da ciò ne deriva che sono meritevoli di tutela quelle forme aventi capacità di differenziarsi in modo percepibile e in maniera tale da offrire un'impressione generale diversa dal panorama preesistente.

La divulgazione

"Il disegno o modello si considera divulgato se è stato reso accessibile al pubblico per effetto di registrazione o in altro modo" (art. 34 D.lg. 30/2005).

L'accessibilità al pubblico o divulgazione sussiste ogni qual volta il disegno o modello è stato esposto, messo in commercio o altrimenti reso pubblico.

"..non si considera reso accessibile al pubblico il disegno o modello divulgato dall'autore o dal suo avente causa oppure da un qualsiasi terzo in virtu' di informazioni o di atti compiuti dall'autore o dal suo avente causa nei dodici mesi precedenti la data di presentazione della domanda di registrazione ovvero, quando si rivendichi la priorita', nei dodici mesi precedenti la data di quest'ultima" (art. 34, comma 3, D.lg. 30/2005).

Con questo comma si introduce una forma di tutela per i disegni o modelli predivulgati. Un designer può depositare la domanda di registrazione entro un anno dal momento in cui ha divulgato per la prima volta un disegno o modello, senza che le sue divulgazioni compromettano la protezione ("anno di grazia"). 
Il periodo di tolleranza della divulgazione è utile perché permette di proteggere gli interessi del designer che, prima di sostenere gli oneri della registrazione, vuole procedere con un saggio di mercato dei propri prodotti.

Analogamente non è distruttiva della novità la divulgazione avvenuta in esposizioni ufficiali o ufficialmente riconosciute ai sensi della Convenzione concernente le esposizioni internazionali.