Come tutelare una soluzione tecnica innovativa

2. La ricerca preventiva

Anche quando si ritiene, in base alle proprie conoscenze del settore, che una innovazione possieda i requisiti per essere brevettata, è opportuno procedere alla verifica dello stato dell'arte.
Lo stato dell’arte comprende tutto ciò che è stato reso pubblico (ovunque nel mondo) con una descrizione scritta o orale, una presentazione su Internet, un uso o qualsiasi altro mezzo, prima della data di deposito o di priorità della domanda di brevetto.
Spesso l'inventore è tratto in inganno dal fatto che l'oggetto della sua invenzione non è presente sul mercato. Tuttavia bisogna considerare che il panorama della letteratura scientifico-brevettuale non coincide con i prodotti commerciali. Infatti è frequente trovare già descritto nei documenti brevettuali o in articoli scientifici l'oggetto in questione.
I motivi per cui certe invenzioni non vengono commercializzate sono molteplici. Il più semplice è quello per cui questa non ha un mercato sufficientemente pronto a recepirla.
Prima di presentare una domanda di brevetto è bene affidarsi ad un esperto in ricerche brevettuali, che è in grado di svolgere una ricerca di documenti in modo esaustivo.
Esistono diversi tipi di ricerche brevettuali, ogni tipo di ricerca ha uno scopo diverso e richiede dunque una diversa strategia di ricerca:
  • Ricerca di Novità (Novelty or Patentability search), è una ricerca eseguita per stabilire se un’invenzione possiede i requisiti di brevettabilità (novità, attività inventiva, industrialità);
  • Ricerca di Validità (Validity search), è una ricerca di brevettabilità ampia, lo scopo è determinare se un brevetto già concesso è effettivamente valido;
  • Libertà di Attuazione (Freedom To Operate), è una ricerca focalizzata sulla verifica che il proprio brevetto sia attuabile e dunque non leda privative industriali altrui in determinati Paesi;
  • Ricerca di Stato dell’Arte (State-of-the-art search), è una ricerca ad ampio spettro della composizione e struttura di un determinato ambito tecnologico (per la pianificazione di progetti di ricerca e sviluppo (R&D), individuazione di trend tecnologici, analisi e monitoraggio della concorrenza, etc.).
Lo scopo di una ricerca brevettuale è quello, quindi, di evitare che si sprechi tempo in ricerche scientifiche e tecniche già oggetto di brevettazione altrui.

 

L'importanza della documentazione brevettuale

I brevetti, oltre agli effetti legali, hanno un ruolo importante nella divulgazione delle informazioni tecnico scientifiche: sono dei documenti pubblici e questo permette una divulgazione e diffusione sistematica delle informazioni aggiornate in tutti i campi della tecnica.
I dati ricavabili dai brevetti sono degli importanti indicatori dell'attività tecnologica nei vari settori della tecnica e, in quanto tali, sono strumenti molto utili ai fini dello sviluppo industriale delle imprese.
Valutare le informazioni contenute nei brevetti può contribuire ad evitare di sprecare tempo e denaro evitando di ripetere un lavoro di ricerca già sviluppato altrove. 
Sorvegliare le attività di ricerca dei concorrenti attraverso un monitoraggio brevettuale del settore in cui si opera è utile al fine di avere informazioni tecniche sui prodotti o sui procedimenti oggetto di domanda di brevetto dei concorrenti prima che appaiano sul mercato. 
Le informazioni contenute nei brevetti sono necessarie anche in caso di ricerca di tecnologia che sia disponibile per essere concessa in licenza, o per sapere se sia di pubblico dominio perché non è stata brevettata in un paese specifico o perché la protezione del brevetto è scaduta.
I brevetti permettono di avere una panoramica delle tendenze della tecnologia e delle imprese emergenti. 
Conoscere i brevetti è necessario per evitare di violare diritti altrui.
Ricercare informazioni dai brevetti prima di iniziare una produzione o l'importazione di un prodotto può contribuire ad evitare costose dispute legali.
Quindi le informazioni che un documento brevettuale contiene sono di vario tipo:
 Informazioni tecnologiche: consentono di avere una conoscenza dello stato della tecnica e di essere costantemente aggiornati sull'evoluzione del progresso tecnologico in settori di interesse.
 Informazioni economiche: consentono di acquisire conoscenze sulle strategie d'impresa dei concorrenti.
 Informazioni giuridiche: consentono di conoscere ad esempio chi sia il titolare del brevetto, chi sia l'inventore, la data di priorità, ecc.

Dove effettuare una ricerca di brevettabilità o di stato dell’arte

Esistono banche dati dove posso verificare lo stato dell’arte della mia invenzione?

Per scoprire se la propria invenzione è già stata brevettata oppure prima di iniziare un progetto di ricerca è necessario effettuare una ricerca di brevettabilità o stato dell’arte nella letteratura scientifica e soprattutto nei documenti brevettuali.
Il brevetto, infatti, è una fonte di informazioni tecniche preziosissime complementari a quelle pubblicate nelle riviste scientifiche. Pertanto, una valutazione completa dello stato dell'arte deve basarsi su fonti sia tecnico-scientifiche che brevettuali.
L’informazione che si trova nelle riviste scientifiche è infatti volta alla spiegazione dei fenomeni mentre la descrizione di un’invenzione non è volta a spiegare le ragioni scientifiche dell’invenzione stessa, quanto ad indicarne gli aspetti tecnici ed i risvolti applicativi.
Mediante le ricerche brevettuali, si riesce ad ottenere una visione abbastanza completa di un intero settore tecnologico al fine, ad esempio, di iniziare un progetto di ricerca.
Esistono numerose banche dati che forniscono informazioni brevettuali, suddivise sostanzialmente in due categorie: ad accesso gratuito e a pagamento.
La loro potenza informativa deriva dal modo in cui le informazioni brevettuali vengono caricate ed organizzate nella banca dati. 
Ogni brevetto viene indicizzato secondo i tipi di informazione tecnica che contiene. 
In particolare i testi brevettuali vengono indicizzati secondo schemi logici che ne individuano le parole chiave, liberamente ottenute dal titolo, sommario, testo completo.

 

Banche dati gratuite

Le ricerche di stato dell’arte si possono eseguire su banche dati gratuite a disposizione di tutti: le più importanti e diffusamente usate sono Espacenet, messa a disposizione dall'Ufficio Europeo dei brevetti (EPO), in cui si possono reperire i brevetti di oltre 90 autorità brevettuali, e quelle gestite da Uffici brevetti nazionali come quello Statunitense, Giapponese, Tedesco, ecc.
Altre banche dati di libero accesso sono quelle messe a disposizione da WIPO PATENTSCOPE dove si possono reperire i depositi delle domante internazionali (PCT) e da Google Patents, inizialmente specializzata nella ricerca dei brevetti USA, ma ora allargata ai brevetti Europei (EP), internazionali (PCT) e di altri Stati.
Le banche dati ad accesso gratuito permettono di ottenere risultati di un certo valore, ed hanno anche la finalità di consentire ad un maggior numero di persone di acquisire familiarità con la documentazione brevettuale.

Banche dati a pagamento

Informazioni più specifiche vengono fornite dalle banche dati a pagamento, la più importante delle quali è WPI (Derwent World Patent Index). 
Il vantaggio di questa banca dati è che ogni brevetto viene classificato da specialisti che ne rielaborano il testo e lo arricchiscono di ulteriori informazioni tecniche. 
Un altro vantaggio è che i brevetti appaiono raggruppati per famiglia, in tal modo è possibile valutare la copertura territoriale del contenuto inventivo.
Altre banche dati a pagamento sono: INPADOC, che contiene informazioni sullo stato legale; Chemical Abstract che contiene brevetti nel campo farmaceutico; GeneSeq contiene le sequenze di acidi nucleici e aminoacidi descritte nei brevetti.
Altri fornitori di servizi sono PatBase (Minesoft), Thomson Innovation (Thomson Reuters), Orbit (Questel-Orbit), TotalPatent (LexisNexis).

La Classificazione dei Brevetti

Descrizione dei sistemi di Classificazione

Classificare i brevetti significa organizzare, catalogare e indicizzare il contenuto tecnico di questi documenti in modo tale da poterli facilmente e accuratamente identificare, nonché ricercare. 
La letteratura brevettuale è talmente ampia che il reperimento dell'informazione è difficile senza l'utilizzo della classificazione.
Sono gli esaminatori degli uffici brevetti nazionali e internazionali (EPO, USPTO, ecc...) ad attribuire uno o più codici di classificazione alle domande di brevetto.
I codici di classificazione sono sottoposti a revisioni periodiche da parte degli stessi esaminatori, soprattutto nel caso di nuove tecnologie, al fine di rendere le ricerche documentali sempre più efficaci.

Esistono diverse tipologie di classificazioni brevettuali: la classificazione internazionale (IPC -International Patent Classification), la classificazione cooperativa (CPC - Cooperative Patent Classification) che nel 2013 ha sostituito quella europea (ECLA - European Classification), quella statunitense (USPC), quella giapponese etc.

Lo schema di classificazione utilizzato dall'Ufficio Europeo Brevetti, la CPC (Cooperative Patent Classification) e dall’Ufficio Brevetti e Marchi degli Stati Uniti dal 2015,  è basato sul sistema IPC, ma è più dettagliato e per questo sottoposto a maggiori revisioni (su base mensile per la CPC e annuale per l’IPC). 
Non essendo ancora utilizzata da molti uffici nazionali o sovranazionali (per esempio dal SIPO - State Intellectual Property Office, l’ufficio brevetti cinese, che riceve all’anno circa 300.000 domande di brevetto), i dati non sono completi. È, quindi, necessario avvalersi anche della classificazione IPC per poter effettuare una ricerca esaustiva.

 

La Classificazione dei Brevetti

Descrizione dei sistemi di Classificazione

Classificare i brevetti significa organizzare, catalogare e indicizzare il contenuto tecnico di questi documenti in modo tale da poterli facilmente e accuratamente identificare, nonché ricercare. 
La letteratura brevettuale è talmente ampia che il reperimento dell'informazione è difficile senza l'utilizzo della classificazione.
Sono gli esaminatori degli uffici brevetti nazionali e internazionali (EPO, USPTO, ecc...) ad attribuire uno o più codici di classificazione alle domande di brevetto.
I codici di classificazione sono sottoposti a revisioni periodiche da parte degli stessi esaminatori, soprattutto nel caso di nuove tecnologie, al fine di rendere le ricerche documentali sempre più efficaci.

Esistono diverse tipologie di classificazioni brevettuali: la classificazione internazionale (IPC -International Patent Classification), la classificazione cooperativa (CPC - Cooperative Patent Classification) che nel 2013 ha sostituito quella europea (ECLA - European Classification), quella statunitense (USPC), quella giapponese etc.

Lo schema di classificazione utilizzato dall'Ufficio Europeo Brevetti, la CPC (Cooperative Patent Classification) e dall’Ufficio Brevetti e Marchi degli Stati Uniti dal 2015,  è basato sul sistema IPC, ma è più dettagliato e per questo sottoposto a maggiori revisioni (su base mensile per la CPC e annuale per l’IPC). 
Non essendo ancora utilizzata da molti uffici nazionali o sovranazionali (per esempio dal SIPO - State Intellectual Property Office, l’ufficio brevetti cinese, che riceve all’anno circa 300.000 domande di brevetto), i dati non sono completi. È, quindi, necessario avvalersi anche della classificazione IPC per poter effettuare una ricerca esaustiva.

 

International Patent Classification (IPC)

La Classificazione Internazionale dei Brevetti (IPC - International Patent Classification), istituita con l’Accordo di Strasburgo nel 1971, prevede un sistema gerarchico di codici per classificare e ricercare brevetti e modelli di utilità, ma anche pubblicazioni, articoli scientifici e testi tecnici in generale, secondo le differenti aree tecnologiche a cui appartengono. Attualmente la IPC è usata da oltre 100 nazioni e autorità brevettuali.

Nella Classificazione Internazionale dei Brevetti (IPC) le invenzioni sono classificate in base alle caratteristiche funzionali e non alle possibili applicazioni. 

La IPC suddivide le tecnologie brevettabili in otto sezioni (A - H), a loro volta distribuite in livelli sempre più dettagliati (sottosezioni, classi, sottoclassi, gruppi e sottogruppi).
Solo la IPC ha valore ufficiale e compare sulle pubblicazioni brevettuali, la CPC viene riportata esclusivamente nelle banche dati, con la sola eccezione degli USA.
La IPC viene attribuita dagli Uffici brevetti che ricevono le domande e non viene più modificata, anche se vi sono state modifiche che hanno interessato proprio quella classificazione. Al contrario, la CPC attribuita ai documenti è dinamica e viene costantemente aggiornata non appena entrano in vigore le revisioni.

Al fine di mantenere la IPC aggiornata, viene sottoposta a revisione ogni anno e la nuova versione viene pubblicata regolarmente sul sito del WIPO 

Cooperative Patent Classification (CPC)

Il nuovo sistema di classificazione comune tra l'EPO e l'USPTO

La Cooperative Patent Classification o anche Classificazione Cooperativa dei Brevetti o CPC è il risultato dello sforzo congiunto dell'Ufficio europeo dei brevetti (EPO) e dell’Ufficio brevetti e marchi degli Stati Uniti (USPTO) per armonizzare i rispettivi sistemi di classificazione (ECLA e USPC) in un unico sistema.

Il nuovo sistema di classificazione sviluppato congiuntamente, appunto la CPC, ha una struttura simile alla classificazione internazionale dei brevetti (IPC), gestita dall'Organizzazione mondiale della proprietà intellettuale (WIPO). Tuttavia risulta più dettagliata della IPC al fine di migliorare e armonizzare le ricerche brevettuali.

La CPC è revisionata mensilmente con un processo di revisione simile a quello utilizzato per la IPC; essa è divisa in nove sezioni, A-H e Y, che a loro volta sono suddivise in classi, sottoclassi, gruppi e sottogruppi. Le voci di classificazione sono circa 250 000 contro le circa 70 000 della IPC, il che rende la CPC molto precisa.

La CPC è IPC-compatibile in quanto la maggior parte delle sue suddivisioni deriva direttamente dalle attuali voci di IPC e in quanto segue i principi standard di classificazione della IPC, che è l'unico sistema di classificazione dei brevetti utilizzato da tutti gli uffici brevetti, quindi il fatto che la CPC sia compatibile con essa permette una sua comprensione da parte di un vasto pubblico internazionale.

I benefici derivanti dall’uso di una classificazione comune consistono, tra l’altro, in un miglioramento dell'efficienza d’esame, anche in termini di uniformità delle obiezioni; un più agevole accesso ai documenti degli uffici brevetti di tutto il mondo; una migliore navigazione e comprensione di un unico sistema di classificazione; una più facile condivisione del lavoro sulle domande di brevetto depositate in più uffici di proprietà intellettuale; una maggior coerenza dei risultati di ricerca nei vari uffici.

 

Cooperative Patent Classification (CPC)

Il nuovo sistema di classificazione comune tra l'EPO e l'USPTO

La Cooperative Patent Classification o anche Classificazione Cooperativa dei Brevetti o CPC è il risultato dello sforzo congiunto dell'Ufficio europeo dei brevetti (EPO) e dell’Ufficio brevetti e marchi degli Stati Uniti (USPTO) per armonizzare i rispettivi sistemi di classificazione (ECLA e USPC) in un unico sistema.

Il nuovo sistema di classificazione sviluppato congiuntamente, appunto la CPC, ha una struttura simile alla classificazione internazionale dei brevetti (IPC), gestita dall'Organizzazione mondiale della proprietà intellettuale (WIPO). Tuttavia risulta più dettagliata della IPC al fine di migliorare e armonizzare le ricerche brevettuali.

La CPC è revisionata mensilmente con un processo di revisione simile a quello utilizzato per la IPC; essa è divisa in nove sezioni, A-H e Y, che a loro volta sono suddivise in classi, sottoclassi, gruppi e sottogruppi. Le voci di classificazione sono circa 250 000 contro le circa 70 000 della IPC, il che rende la CPC molto precisa.

La CPC è IPC-compatibile in quanto la maggior parte delle sue suddivisioni deriva direttamente dalle attuali voci di IPC e in quanto segue i principi standard di classificazione della IPC, che è l'unico sistema di classificazione dei brevetti utilizzato da tutti gli uffici brevetti, quindi il fatto che la CPC sia compatibile con essa permette una sua comprensione da parte di un vasto pubblico internazionale.

I benefici derivanti dall’uso di una classificazione comune consistono, tra l’altro, in un miglioramento dell'efficienza d’esame, anche in termini di uniformità delle obiezioni; un più agevole accesso ai documenti degli uffici brevetti di tutto il mondo; una migliore navigazione e comprensione di un unico sistema di classificazione; una più facile condivisione del lavoro sulle domande di brevetto depositate in più uffici di proprietà intellettuale; una maggior coerenza dei risultati di ricerca nei vari uffici.

 

La struttura della CPC

La struttura della Cooperative Patent Classification

Lo schema della classificazione CPC è basato sul sistema di classificazione internazionale (IPC) ma è più dettagliato e sottoposto a maggiori revisioni. 
È quindi utile per monitorare settori tecnologici emergenti.
La CPC, come la IPC, è organizzata in livelli gerarchici (sezioni, classi, sottoclassi, gruppi e sottogruppi ) ed è divisa in nove sezioni. 
Otto di loro corrispondono alle otto sezioni della IPC:
  • A: Necessità umane
  • B: Operazioni e Trasporti
  • C: Chimica e metallurgia
  • D: Tessile
  • E: Costruzioni
  • F: Meccanica
  • G: Fisica
  • H: Elettricità
La nona sezione, la Y, è usata per codificare le tecnologie emergenti o le tecnologie che abbracciano più sezioni della CPC.

 

Classificazione Giapponese FI/F terms

Descrizione del sistema di classificazione interno di JPO

L’Ufficio Brevetti Giapponese (Japanese Patent Office, JPO) riceve in media 400.000 depositi l’anno ed ha a che fare con domande di brevetto riguardanti per lo più tecnologie avanzate.

Il rapido aumento di documentazione brevettuale, insieme allo sviluppo di tecnologie complesse, ha reso la classificazione internazionale IPC inefficace per la gestione della banca dati giapponese.

Nel 1984 è stato introdotto un sistema di classificazione interno basato su due parametri quali il File Index (FI) e l’F-term. Con l’introduzione del FI si è passati dalle circa 70'000 categorie dell’IPC a circa 190'000 sottoclassi. Il sistema dei FI si innesta sulla classificazione internazionale ed entra nel dettaglio tecnico con maggiore efficacia.

Si tratta di una vera e propria sottoclassificazione dell’IPC che interessa tutti i documenti brevettuali giapponesi. L’eccessiva segmentazione della documentazione presenta però degli svantaggi e mal si adatta alle invenzioni riguardanti tecnologie combinate. In questo contesto gioca un ruolo fondamentale l’F-term che raggruppa intervalli di FI in unità tematiche o theme.

Attualmente sono stati adottati circa 1.800 F-terms, i quali si presentano come un codice alfanumerico a 5 cifre, che esprime il theme, seguito da due lettere e due numeri. Mentre le ultime due cifre indicano semplicemente l’ordine numerale, le due lettere rappresentano la vera novità introdotta con la classificazione giapponese e specificano un aspetto dell’invenzione o un concetto, ad esempio lo scopo, la funzione, la struttura, il materiale, l’uso, il processo di produzione o altro ancora.

Con gli F-terms non si torna semplicemente ad una classificazione a frammentazione ridotta come quella che potrebbe rappresentare l’IPC, al contrario si ottiene una suddivisione che tiene conto di più punti di vista e che, con la copertura di circa il 70% delle aree tematiche, facilita la ricerca di documentazione brevettuale mediante il richiamo di codici chiave. Dove non è ancora stato introdotto il sistema degli F-terms, si vedano quei campi di applicazione meno battuti, ci si affida agli FI.

WIPO Pearl

Uno strumento che facilita la ricerca brevettuale

WIPO rende accessibile WIPO Pearl, un database disponibile sul web, che facilita un uso accurato e coerente dei termini in differenti lingue, e rende più facile la ricerca e la condivisione delle conoscenze scientifiche e tecniche.

Il database comprende al momento i termini presenti nelle domande di brevetto depositate presso la WIPO, ma sarà progressivamente implementato con le informazioni provenienti dagli altri database WIPO, quelle relative ai marchi, ai disegni e modelli industriali, e i termini tecnici presenti negli altri trattati gestiti dalla WIPO.

Attualmente sono presenti circa 90.000 termini e 15.000 concetti in 10 diverse lingue (arabo, cinese, inglese, francese, tedesco, giapponese, coreano, portoghese, russo e spagnolo).

I termini sono stati tutti inseriti e validati da linguisti esperti di documenti tecnici in più lingue.
WIPO Pearl offre potenti funzioni di ricerca, tra cui la possibilità di selezionare la lingua di origine e di destinazione, la ricerca per concetti, nonché la possibilità di utilizzare le abbreviazioni, la ricerca per frase esatta, le funzioni di ricerca booleane e la ricerca "fuzzy" per risultati più estesi e sfumati.

Gli utenti possono ottenere il classico elenco di risultati, che può essere espanso durante la navigazione tramite mappe concettuali che mostrano i collegamenti tra concetti correlati per lingua e per oggetto.